
Una filosofia che ha per protagonisti tutti gli uomini.
    La sapienza indiana - ricca, come quella greca, di una lunga
tradizione orale - nasce ben 6.000 anni fa, nel quarto millennio
avanti Cristo: agli inizi, come accadde per le origini della
cultura greca, troviamo un lunghissimo periodo di trasmissione
orale del sapere. Solo fra il sesto e il quarto secolo avanti
Cristo compaiono i primi documenti scritti in sanscrito, l'antica
lingua indiana, sorella del greco e del latino.
Nella cultura orientale, e in quella indiana in particolare, si
presta molta attenzione ai contenuti del pensiero e alla loro
trasmissione attraverso l'insegnamento, ma - nonostante l'estrema
attenzione all'individuo (a tutti gli individui) - ci si cura ben
poco di ricordare e tramandare il nome di coloro che hanno fatto
vivere quel pensiero nella storia, e dei luoghi e dei tempi in cui
quel pensiero si  calato nella storia. E' quindi molto difficile
- soprattutto dovendo partire da un'epoca cos lontana, e dovendo
coprire un arco cos vasto di tempo - risalire a date e a luoghi e
rintracciare nomi di autori. Si pensi, ad esempio, che il primo
grande maestro del pensiero Vedanta, Shamkara, secondo alcuni
studiosi sarebbe vissuto nel settimo secolo dopo Cristo, mentre
una tradizione assai diffusa lo colloca nel terzo o quarto secolo
avanti Cristo
E' consuetudine distinguere, comunque, all'interno del pensiero
indiano, cinque periodi:
-il periodo vedico (dal 4000 al 700 avanti Cristo);
-il periodo epico (dal 1000 avanti Cristo al 200 dopo Cristo);
-il periodo Sutra (dal 400 avanti Cristo al 500 dopo Cristo);
-il periodo dei Commentari (dal 600 al 1700 dopo Cristo);
-il periodo della Rinascenza (dal 1800 a oggi).
Questa suddivisione mette in evidenza che la scansione cronologica
dei vari periodi - oltre a presentare sovrapposizioni (nella
storia  molto difficile che si creino cesure nette) - si
riferisce ad archi temporali estremamente lunghi, soprattutto se
paragonati a quelli della storia della filosofia occidentale,
nella quale in poco pi di duecento anni si passa dai fisici
ionici ad Aristotele o da Galileo a Einstein

